Eventi e progetti

“Donne/Uomini allo specchio”: intervista a Micaela Zuliani

24/01/2019

Seguiamo Micaela dal 2015. L’abbiamo conosciuta, all’inizio virtualmente, per caso. Ho visto online, forse condivisa su Facebook da un mio contatto, la prima foto del progetto Boudoir Disability.

 

E’ stato amore a prima vista, non perchè il tema fosse la disabilità, quanto per la capacità di Micaela di comunicare ma soprattutto emozionare attraverso una fotografia. Fotografare nel senso di utilizzare una macchina fotografica per scattare una foto a quello che abbiamo davanti, è un conto. Riuscire a far intravedere allo spettatore l’anima del soggetto ritratto, beh, quello è un altro discorso.

 

Dopo essere rimasti entrambi ipnotizzati dalle sue foto, dopo essere stata tra le orgogliose e felicissime partecipanti del progetto Boudoir Disability (che potete vedere qui), dopo aver fatto un servizio fotografico di coppia pre-matrimonio… Dany ed io ci siamo decisi a partecipare ad uno dei suoi corsi (consigliatissimi, trovate tutte le informazioni sul suo sito!).

 

Quello che non ci aspettavamo era di avere la possibilità di partecipare ad un altro progetto di Micaela.

 

In questo articolo vogliamo proprio raccontarvi di questo progetto, unico e fortemente coinvolgente sia per i soggetti ritratti sia per la fotografa.

 

Il progetto si chiama “Donne allo specchio”, ed in un secondo momento è nato anche “Uomini allo specchio”. Ma preferiamo che siano le parole di Micaela a raccontarvelo in questa brevissima intervista!

 

– Come nasce l’idea del progetto “Donne/uomini allo specchio”?

Un giorno ho letto in internet questa frase “Come in nessun luogo, quanto tra i riflessi di uno stesso specchio, possano inseguirsi la verità e l’inganno.” e subito mi è venuta in mente l’associazione specchio -fotografia, di quanto sia allo specchio sia in fotografia possiamo decidere di essere autentici o finti. Dato che sono una persona provocatrice e che ama le sfide ho deciso di unire questi due canali e dare la possibilità alle persone di scegliere consapevolmente se essere autentici o indossare una maschera, apparendo ciò che non si è.
La sfida non solo è stata accettata ma anche molto apprezzata, come se si sentisse l’esigenza di togliersi strati di finzioni quotidiane e farsi vedere finalmente per ciò che si è. C’è chi ha usato metafore creando uno scatto più concettuale e chi ha comunicato se stesso in una maniera più diretta, spontanea.
Tutti hanno scelto! Anche le poche persone che apparentemente hanno deciso di non darsi hanno comunque fatto una scelta, quindi la fotografia ha rispettato la sua autenticità che poi era l’obiettivo del progetto.

 

– “Donne/uomini allo specchio” è un progetto emotivamente coinvolgente sia per i “modelli”, sia, immagino, per te. Quali sono state le emozioni che ti hanno riferito di aver provato i partecipanti, e che cosa ha lasciato a te, a livello emotivo, questo progetto?

Sebbene da 8 anni fotografo tanti soggetti diversi tra loro, persone comuni non in posa, è stato effettivamente uno dei progetti più coinvolgenti a livello emotivo e questo per tutti, per loro e sicuramente per me.
L’emozione più frequente è stata quella di sottovalutare l’impatto psicologico provato con se stessi, pensavano che la mia presenza fosse maggiore, che avrei dato suggerimenti o avrei diretto io lo scatto, invece anche se ero presente fisicamente è come se non ci fossi stata. In qualche maniera togliendo la mia presenza dal loro campo visivo, sono stati indirettamente costretti a stare con se stessi e guardarsi allo specchio. Ci siamo resi tutti conto (al progetto ho partecipato anch’io) di quanto non ci guardiamo affatto allo specchio, di quanto non osserviamo profondamente i nostri occhi e non ci parliamo, che farlo ci crea imbarazzo peggio quasi che se fossimo nudi davanti ad un estraneo.
L’atteggiamento in generale è stato quindi prima di imbarazzo, poi di essere come nudi, scoperti con se stessi per finire con la voglia di prendersi cura di sè, riappacificarsi o sfogarsi o semplicemente dirsi con onestà guardandosi negli occhi “sono fragile, ho bisogno di te”.
Un accoglimento o una sorta di liberazione da pesi portati avanti fino a quel momento.
A me ha lasciato la conferma e la convinzione che l’animo umano è meraviglioso, sfaccettato; che sono fortunata ed onorata di poter avvicinarmi così intimamente alle persone grazie a questa professione. Mi ha dato l’occasione di riflettere profondamente su cosa vuol dire essere autentici e mi ha costretto a non prendere nessuna posizione, ma di rimanere un passo indietro, laddove è possibile, e far decidere al soggetto chi essere. Lo scatto è stato il risultato di un confronto tra quello che percepivo io della persona e quello che la persona voleva rappresentare di sè. Posso dire che il confronto è stato sempre onesto e sincero e ne è scaturito uno scatto altrettanto onesto e sincero.
In alcune situazioni, una nello specifico, la persona era talmente concentrata in se stessa che mi sono sentita letteralmente il “terzo incomodo”, una sensazione mai provata e difficile da spiegare se non la si vive. Bellissimo, commovente, a tratti struggente.

 

Il progetto “Donne allo specchio” è terminato, qui potete vedere le fotografie , mentre “Uomini allo specchio” è ancora aperto e potete vederlo qui.

 

Come ultima cosa, vi informiamo che Micaela fa anche sessioni o incontri di Ritratto Terapia. Per saperne di più, cliccate qui!

 

Per quanto mi riguarda, posso affermare che ogni foto con lei è terapeutica. Davvero.

 

Andate a dare un’occhiata al suo sito (www.micaelazuliani.com) e fateci sapere nei commenti se parteciperete a “Uomini allo specchio” (sì, siamo curiosi!) o ad altri progetti!!!

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8 Comments

  • Reply Federica 15/02/2019 at 15:17

    Un progetto davvero interessante che mette “a nudo” le personalità, davvero bello

    • Reply Ely 16/02/2019 at 12:37

      Vero 🙂 E’ stata una bellissima esperienza!

  • Reply Rossella 18/02/2019 at 11:45

    Interessante davvero questo articolo, sicuramente una bella esperienza!
    Rossella

  • Reply barbara togni 18/02/2019 at 22:26

    un progetto interessante, anche se penso che mettersi a nudo, esplorare se stessi non sia facile

    • Reply Ely 19/02/2019 at 01:18

      Vero. Il progetto è molto bello ma guardarsi dentro a volte fa paura

  • Reply Erika Cammarata 19/02/2019 at 10:51

    Un progetto psicologico diverso dal solito che, forse, proprio perché diverso dalla solita terapia, può davvero aiutare a guardarsi dentro e a piacersi un po’ di più. Ho visitato con molto interesse il sito ufficiale e ho guardato le foto. Ho notato come il sorriso delle persone cambi davvero dalla prima all’ultima foto.

  • Reply sheila 21/02/2019 at 20:47

    non conoscevo questo progetto e devo dire che è davvero emozionante complimenti

    • Reply Ely 24/02/2019 at 19:08

      Micaela è davvero bravissima, vai a dare un’occhiata al suo sito: merita!!!

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