Curiosità e cose belle

I biglietti da visita nella cultura giapponese

16/03/2018
Giapponesi e biglietti da visita

Alcune settimane fa, mentre stavo pulendo casa, ero talmente annoiata (non sono proprio la classica casalinga perfetta, per niente) che ho iniziato a leggere i titoli dei libri nella mia libreria.

 

Tra Stephen King e un dizionario, ho trovato… il mio libro di antropologia culturale.

 

E improvvisamente sono diventata nostalgica. Parlare dell’università è complicato per me. Non l’ho ancora finita per tante, tante ragioni. E’ in stand-by, in attesa di un momento di tranquillità per riuscire a finirla e avere la mia laurea. Ma comunque, amavo quello che studiavo, e alcuni anni fa mi sono innamorata dell’antropologia (ecco perchè questa categoria c’è anche nel blog).

 

Quando ho trovato quel libro, mi sono ricordata di un capitolo che ho letto molti anni fa. Lo voglio condividere con te, nel caso in cui tu sia un freelance o un imprenditore e hai a che fare con clienti giapponesi.

 

Quindi, cosa fai di solito quando qualcuno ti dà il suo biglietto da visita?

 

Magari sei un po’ nervoso e lo stropicci un po’ mentre vai avanti a parlare con il cliente. Tanto, che importa, è solo un pezzo di carta!

 

Ma i giapponesi hanno un vero e proprio protocollo riguardante i biglietti da visita (meishi). L’antropologo Reeves-Ellington spiega che il meishi è considerato dagli imprenditori giapponesi un’estensione di se stessi. Per questa ragione, rovinare un biglietto da visita viene considerato come danneggiare la persona e questo può portare alla rovina della relazione stessa tra le due parti.

 

Reeves-Ellington racconta anche un aneddoto riguardante un’importante azienda americana che aveva problemi con uno dei suoi distributori. Le due parti non riuscivano a trovare un accordo, così il presidente decise di andare in Giappone per risolvere la situazione. I due imprenditori, che non si erano mai incontrati prima, iniziarono il protocollo del meishi. Ma l’imprenditore americano, invece di appoggiare il meishi del giapponese sul tavolo, lo tenne in mano. La conversazione poi divenne animata, e l’imprenditore americano iniziò ad arrotolare il meishi, provocando una reazione di orrore nella controparte giapponese. Poi, l’americano iniziò a strappare il meishi e a quel punto il giapponese lasciò la stanza.

 

Le due aziende chiusero ogni relazione commerciale.

 

Che cosa sarebbe successo se entrambi avessero conosciuto le abitudini dell’altro?

 

Conoscere qualcosa sulle altre culture può davvero aiutarci nella vita di tutti i giorni e persino sul lavoro!

 

Cosa ne pensi? Hai esperienze simili da condividere?

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