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Quando una radiografia diventa un’opera d’arte

14/06/2018

Sicuramente avete già visto una radiografia, anche solo di sfuggita. L’avete vista velocemente nello studio dell’ortopedico, o nei casi peggiori, durante una corsa in pronto soccorso.

Probabilmente non vi siete soffermati a guardarla con attenzione, perchè in fondo, una volta risolto il problema e fatto un gesso o subita un’operazione, non ne avete più avuto bisogno. E poi, diciamocelo, una radiografia non è spesso considerata come esteticamente attraente. Non è un Van Gogh, no?

Di radiografie, io, ne ho fatte centinaia, come è ovvio che sia per chiunque abbia l’osteogenesi imperfetta. Uno degli aspetti principali di questa patologia consiste infatti nell’avere le ossa molto più fragili rispetto a chi non ha l’OI, per cui per noi è assolutamente normale continuare ad avere fratture e, quindi, avere un repertorio abbastanza fornito di radiografie.

Cosa succede quando una persona con osteogenesi imperfetta con una discreta raccolta di radiografie incontra un’artista innovativa e fantasiosa e diventa sua amica?

Succede che ad un certo punto ti ritrovi un pomeriggio, per caso, dopo un caffè, a sfogliare radiografie come se fossero figurine (ma esistono ancora gli album di figurine o sto davvero invecchiando?) e guardi prima un teschio, poi un metatarso, e ti incanti a pensare come diventerebbe bello se diventasse un’opera d’arte, un quadro. Ho detto davvero quadro, di quelli che si appendono in salotto.

Luna infatti, l’artista e amica in questione, anni fa ha avuto l’idea di trasformare le sue radiografie e poi le mie (e quelle di altri) in opere d’arte. E in effetti, entrando nel suo salotto, potete ammirare un mio femore sulla parete 😉

Nonostante abbia lavorato su radiografie di vario tipo, dalle sue panoramiche dentali all’ecografia della nipotina, mi ha confessato che le radiografie di una persona con l’osteogenesi imperfetta sono diverse. E non solo dal punto di vista medico, come è normale che sia, ma anche come resa artistica.

Ha quindi deciso di lavorare su alcune mie radiografie e dalle sue opere è nata l’idea di una mostra di cui vi parlerò a breve.

Ora però vorrei riportare una brevissima intervista che ho fatto a Luna per fare in modo che siano le sue parole a raccontarvi come ha avuto questa idea e cosa vuole comunicare.

Di che tipo sono le opere che solitamente produci?

Solitamente produco opere di diverso tipo. Preferisco non limitarmi ad un solo linguaggio. La scelta dipende da quale è il soggetto da ritrarre. Il fine ultimo è raccontare qualcosa di significativo. Ho fatto molto spesso tele a olio, fotografie, oppure ho usato la pittura digitale.
Come ti è venuta l’idea di creare dei quadri a partire dalle radiografie?
Inizialmente ho sperimentato su delle panoramiche personali. Avevo molto materiale perché dovevo fare un intervento e quindi mi sono chiesta in che modo sfruttare questo materiale. Non tutte le radiografie però si prestano ad essere trasformate, molto dipende da come sono state fatte, dalla simmetria e dall’equilibrio delle parti.
Cos’hanno di particolare le radiografie di una persona affetta da OI rispetto a radiografie “normali”?
Le radiografie di una persona con OI si prestano molto meglio alla pittura digitale. Già guardandole, prima di ridipingerle, appaiono ricche di venature, splendide trasparenze e danno quindi modo di ottenere effetti meravigliosi che con una radiografia comune sono impossibili da raggiungere.
Cosa vorresti comunicare con queste opere?
Ciò che viene comunemente interpretato come debolezza, diventa un punto di forza. Ciò che solitamente è considerato strano, diviene sublime, e questo perché la particolarità stessa delle ossa lo permette. Inoltre, il colore (luce), trasforma ciò che solitamente è associato alla mortalità (la radiografia)in qualcosa di diverso, di inafferrabile, evanescente, così come si immagina siano le anime o gli angeli. L’obiettivo è quello, quindi, di scovare l’immortalità e l’infinito nel finito, nel quotidiano, nel mortale.
…curiosi?
La mostra di Luna si chiamerà “Anima & Mente” e si terrà il 23 e 24 giugno (tra 9 giorni!) a Galliate (NO), presso la Galleria Emozioni d’Arte by Violarte. Sarà in favore di As.It.O.I. onlus (Associazione Italiana Osteogenesi Imperfetta), associazione di cui faccio parte e che dal 1984 svolge la funzione di riunire persone interessate dai problemi legati all’OI e incoraggiare la ricerca scientifica su questa malattia rara.
Il ricavato delle vendite dei quadri di Luna andrà INTERAMENTE a favore delle attività di As.It.O.I. 
Vi aspettiamo numerosissimi all’inaugurazione della mostra, sabato 23 giugno alle 17.00, oppure domenica 24 a partire dalle 15.00!
Se avete domande, dubbi, curiosità, scriveteci pure!

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